Perché ce n’è bisogno

Lo diciamo da quando RICERCATI è iniziato: non lo facciamo perché è interessante, lo facciamo perché ce n’è bisogno.

Quale fonte più autorevole per farci dire perché ce ne sia così tanto bisogno, quindi, se non i partecipanti della prima edizione? Oltre al questionario di gradimento, che abbiamo diffuso all’indomani dell’edizione di maggio (che ha restituito risultati eccezionali), abbiamo chiesto ai partecipanti – sempre su base volontaria e anonima – di rispondere a tre semplici domande:

  1. Che cos’è stato RICERCATI per te?
  2. Che cosa ti ha lasciato?
  3. Perché ce n’è bisogno?

Ecco le risposte.

Che cos’è stato RICERCATI per te?

  • Se voglio raccontare questa esperienza con una similitudine, direi un olio essenziale. Un concentrato, privo di impurità e di sostanze nocive, che il corpo e il cervello assorbono e stanno meglio. Una medicina alternativa ottenuta per estrazione da esseri umani dotati di energia, cultura e capacità di trasmettere amore per la vita. Senza similitudini: un percorso ben organizzato che mi ha aiutato a chiudere un processo molto difficile, iniziato da cambiamenti radicali. Non mi è mancato il coraggio, ma se continui a chiederti “perché è successo?” non puoi vivere la vita con pienezza. Ho trovato la chiave per smettere di farmi questa domanda bloccante.
  • Un luogo dove trovare persone con cui condividere una visione.
  • Un’ulteriore esperienza evolutiva, unica nel suo “costrutto”.
  • Ricercati è stata la possibilità di dedicarmi tempo per riconoscermi e accogliermi.
  • ‘Ricercati’ è stato prima di tutto attesa, aspettative e poi emozioni, accoglienza, mani tese e voglia di essere lì insieme. Un piccolo pezzetto di vita dove tutto è stato come doveva essere.
  • Una miniera di simbolismi e, soprattutto, un frullatore.
  • Conoscere altre persone e adattarmi a stili diversi dal mio.
  • RICERCATI per me è stato fondamentalmente un momento di profonda ed autentica libertà. Uno spazio – tempo dove ho potuto portare tutto me stesso, con le mie luci e le mie ombre, la mia forza e le mia fragilità, senza paura del giudizio. In quei due giorni ho sperimentato il SENSO di quello che da tempo sto cercando come mio personale IKIGAI: il centro dove passione, bisogno, capacità, riconoscimento si incontrano.
  • È stato come aprire una porta socchiusa atraverso la quale intravedevo, ma nulla mi era evidente.
     

Che cosa ti ha lasciato?

  • La risposta di cui avevo bisogno per smettere di attaccarmi a “surrogati” , ma soprattutto la possibilità di essere io stessa “leva”, stimolo per le mie figlie.
  • La voglia di “viverlo” di più.
  • Tante vibrazioni da coltivare e seminare.
  • Il senso di unità, siamo separati ma l’altro risuona anche dentro ognuno di noi.
  • La sensazione di valere, e la convinzione di potercela fare, in un qualche modo.
  • La convinzione che sia un progetto assolutamente ESSENZIALE per la tutela della della nostra umanità.
  • Profonda consapevolezza e accettazione, soprattutto delle incoerenze di altri che, se le ho notate, significa che ne ho tante dentro di me.
  • Tante cose. GRATITUDINE per quel perdermi, perché necessario a percepire la mia dimensione in confronto a ciò che mi circonda. LIBERTA’ di essere me stesso e di poter creare attraverso quell’essere me stesso valore per me e per gli altri. PAURA, quella primordiale che non si controlla, che ho provato quando ho perso il contatto con il gruppo e quella legata al mio dilemma attuale del controllare o lasciare, del prendere e dare. Entrambe mi servono e serviranno come nuova unità di misura per comprendere meglio i miei limiti, accettarli e forzarli laddove serva per allargare i miei orizzonti ed intraprendere nuovi cammini. FIDUCIA: splendida, commovente, inattesa compagna che ha risuonato in me e nei miei compagni di viaggio.
  • Mi ha spinto un po’ piu vicino al mio centro: ho ancora tanta strada da fare per arrivarci, ma ora conosco la direzione.

Perché ce n’è bisogno?

  • Perché questo mondo è indebolito dal non voler fare, dal non voler cambiare per “non rischiare di” con l’inevitabile rallentamento della vita, ed è uno spreco ! È un non volersi bene.
  • Perché serve “resistenza” attiva.
  • Perché ogni persona necessita di tornare all’essenza e quindi alla Natura, passando per il silenzio, l’ ignoto, la scoperta e la forza del gruppo…
  • Mi è servito per vivere profondamente il “non giudizio” come possibilità evolutiva, per accogliere le diversità come ricchezza e per andare oltre al concetto di “giusto/sbagliato”. Grazie di cuore!
  • Perché la bellezza salverà il mondo, ma a volte non è così scontata e facile da trovare. In quei 2 giorni ce n’è stata tanta.
  • Perché è fondamentale riconnettersi periodicamente, e proprio nella natura profonda, con altri branchi di inquietudini e altre progettualità sincronizzate con la nostra.
  • Per creare un nuovo mondo.
  • Perché RICERCATI parla di cambiamento non come una possibilità, ma come una necessità, che è la dimensione nella quale sento di vivere e voler vivere il mio percorso di trasformazione personale. Una necessità che percepisco non solo come mia , ma come un bisogno sempre più diffuso tra tutti coloro che ricercano il senso profondo del proprio vivere.
  • È necessario per ritrovare, per mantenere o per continuare a mantenere l’obiettivo ben presente. Per non perdersi, o anche per farlo solo per il gusto di ritrovarsi e gustare ‘…l’effetto che fa…’. È necessario per non permettere alle nostre vite di scorrere lontane dal nostro fiume.

Questa, infine, la risposta al questionario di gradimento iniziale che ci ha fatto più piacere in assoluto:

Bilancio

Grazie ancora a tutte e tutti.

 

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