RICERCATI a Modena

Qua ha avuto un senso tutto il tempo*

In molti ci stanno chiedendo come sia andato RICERCATI, lo scorso weekend.

Li ringraziamo, ma stavolta è piuttosto difficile catturarne l’essenza per tradurla in parole comunicabili. Li invitiamo intanto a osservare le nostre espressioni in questa foto, scattata subito prima dell’inizio: crediamo che certi sguardi comunichino più di mille parole.

Cominciamo a sgomberare il campo dagli equivoci: RICERCATI non è un corso di formazione, ma è un’esperienza di speleologia interiore. Non è un semplice gioco semantico, questo. E’ la verità.

RICERCATI offre, a chi sceglie di “scendere qualche gradino” nel corso della sua esperienza terrena (che qualcuno chiama vita), l’opportunità di trovare le proprie domande più profonde… magari pronunciate da voci che non ascoltiamo più. O che non abbiamo addirittura mai ascoltato.

RICERCATI è un’esperienza di facilitazione diurna sui temi del cambiamento, della crescita interiore, del conflitto, delle emozioni, che culmina in un percorso che definiamo “amniotico” e che si fa sotto la luna piena, di notte, nel bosco. Durante il quale… succedono delle cose.

Pertanto, RICERCATI è una parentesi della nostra vita che può difficilmente esaurirsi in una cronaca degli eventi, per quanto accurata ed evocativa. Perché nasce, vive e talvolta incombe… dentro di noi. Proprio laggiù, in qualche remota profondità, dove avvengono le metamorfosi realmente necessarie.

Vagare di notte tra caseggiati abbandonati nel buio dei boschi, in un’apnea di silenzio interrotta solo da qualche fruscio (troppo) muscolare a (troppi) pochi metri da noi, è un’esperienza ipnotica. Che diventa addirittura metafisica se un violento temporale si abbatte su di noi. Un temporale imparziale, che non fa differenze tra animali ed esseri umani, tra umano e divino, tra giusto e sbagliato. In RICERCATI ogni categoria viene ribaltata. Invertita. Quasi come se piovesse dal basso verso l’alto…

L’abbazia nel querceto – C. Friedrich (1810)

Abbiamo vagato all’interno di un quadro preromantico, non in un bosco appenninico. Ci siamo fermati. Abbiamo donato alla tenebra i nostri versi più impronunciabili. Ci siamo confrontati sulle categorie della morale. Emancipandoci dalle più opache quotidianità, siamo tornati alla natura ancestrale, donandole il nostro urlo fiero e primitivo.

Di giorno abbiamo imparato a riconoscere i carcerieri delle nostre zone di comfort, a decodificare le emozioni funzionali alla fuga, a intercettare il cambiamento in noi e negli altri, sia etico che estetico. Abbiamo persino imparato a librarci nell’aria.

Capite bene che tutto questo non può essere “raccontato” con le parole. Abbiamo vissuto un’esperienza totalizzante e traslante. Nel tempo e nello spazio. Ognuno di noi, da quelle profondità, ha riesumato intenzioni, talismani e propositi. Per affermare, nel suo futuro prossimo e remoto, l’idea che ha di sé.

Forse niente di tutto questo è davvero successo. O forse sì. Ma questo è l’unico modo per intuire RICERCATI, per ora. L’altro modo è viverlo.

Prossima edizione il 24/25 luglio alla Gran Baita di Sondrio, in Lombardia.

Evento FB: https://fb.me/e/CVnAtsVd

Modulo di iscrizione: https://cutt.ly/Mn96bnp

Ecco infine i momenti che ricordiamo con maggior piacere:

(*) Grazie a Melissa per aver così meravigliosamente riassunto la due-giorni in questa perla e a Sara per averla “catturata”.

2 risposte a "RICERCATI a Modena"

  1. Non ci sarà stata la Luna piena più luminosa dell’anno, ma l’intensità delle emozioni provate hanno ripagato una mancanza solo visiva, perché tutti noi sapevamo che là sotto le nuvole la “Signora guida” – tutta intera – era presente.

    Le regole scritte, fortunatamente poche, una premura della quale non c’è stato comunque bisogno.

    Le regole non scritte tante. Tutte importanti e naturalmente condivise.

    La speleologia l’ho praticata/vissuta in tutti i significati possibili attribuibili a tale vocabolo : geologico – al posto di una grotta ho esplorato un commovente e accogliente bosco secolare, fisico – gli abbracci non concessi fino a poco prima di arrivare, poi liberati e il potere dell’occhio che osserva e che ti osserva, paleontologico: ho appreso concetti, che approfondirò, di essere umani e di fenomeni del passato che sempre si ripetono nel presente, ma dei quali spesso si dimentichiamo, biologico: qui chiedo concessione letteraria di fare rientrare ottimo cibo e luogo accogliente.

    Il cambiamento c’è stato. Gli occhi non mentono. Da occhi tristi a occhi consapevoli. Da occhi curiosi a occhi appagati. Da occhi timorosi a occhi coraggiosi. Da occhi intrepidi a occhi fieri.

    I miei hanno anche pianto senza vergogna ed è stata serenità
    Grazie a questo trio composto da esseri umani, si occupano e preoccupano degli esseri umani.

  2. Roberta,
    il tempo che ti abbiamo fatto aspettare per risponderti è direttamente proporzionale alla intensità delle tue parole. Hai colto alla perfezione, credo, il Senso profondo di questa esperienza. Che forse, paradossalmente, potrebbe proprio riassumersi nel “farci cambiare la luce nello sguardo con cui osserviamo il mondo”.
    Ci stiamo lavorando, Roberta. Noi per primi non nascondiamo che “la botta”, stavolta, è stata potente. Basti dire che, all’indomani della prima esperienza, furono necessarie 48 ore per riordinare le idee e mettere insieme soggetto-predicato-verbo (il post uscì al martedì sera successivo al weekend). Stavolta è servito (sta servendo tutt’ora) molto più tempo. E molto più… focus. Perché siamo i primi ad esserci resi conto di quanto bisogno ci fosse di un’esperienza come questa (e non solo per quegli abbracci che hanno scoperchiato vecchi e nuovissimi… varchi).
    Inoltre – aspetto non secondario – si sono aggiunte nuove e strutturali energie al progetto. Illuminanti. Sostanziali. Necessarie. Quindi, dobbiamo accordare gli strumenti, perché vogliamo che la sinfonia sia udibile sempre più lontano…

    Perché adesso si tratta di colorarla, quell’idea. Un po’ come quei libri per bambini con i contorni delle figure solo tratteggiati, che sono poi da sovrascrivere e, soprattutto, colorare. Il fatto è che, qui, non c’era nessun tratteggio prima. Perché RICERCATI è un’esperienza senza precedenti. Quindi il disegno è complicato, stavolta. Perché investe quello che siamo nel profondo. Il nostro modo di essere, di accogliere la Vita e di farci accogliere da lei.

    Avremo bisogno di te, dei tuoi nuovi occhi e di quelli di tutti i partecipanti. Vogliamo concederci il lusso di essere ambiziosi, per una volta. Ma abbiamo bisogno di voi.

    Le cose succedono.

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