Le cose stanno succedendo

Non lo facciamo perché è interessante. Lo facciamo perché ce n’è Bisogno.

 

Ci sono vigilie particolari. Credo che un buon criterio per stabilire quanta importanza queste vigilie occupino nella nostra vita sia riconoscere la modalità con cui le viviamo. Se prevalgano cioè le componenti razionali (“Chi li prende i pennarelli?”, “Funzionerà l’impianto audio?”, “Abbiamo un aggiornamento del meteo?”, eccetera) o le componenti emotive (“Scorrerà tanta e tale energia, che tutto andrà benissimo comunque”, “Noi ci nutriamo di imprevisti: più cose non andranno, meglio andranno le cose”).

IMG-20170516-WA0018Come vedremo meglio sabato, entrambe le componenti sono essenziali. Sempre. In ogni occasione. Quando il 6 agosto 1974 Philippe Petit tese un cavo d’acciaio fra le due Torri Gemelle per realizzare il suo sogno clandestino (di fatto, concluse quell’esperienza in manette), i fortunali che lo scuotevano dentro furono di entrambi i tipi. Una grande visione, abbinata al più maniacale studio dei dettagli.

Un altro genio – del cinema, questa volta – che abbinava meravigliosamente queste due attitudini fu Stanley Kubrick: un visionario assoluto e un insopportabile perfezionista. Anche nel suo caso, nacquero meraviglie. Quando si tentano imprese – e trasformare la propria vita nella direzione dei nostri sogni è la più grande delle imprese – è sempre consigliabile buttare un occhio a chi ci è già passato. A come lo ha fatto. E, soprattutto, al perché lo ha fatto.

Ma torniamo a noi.

Ieri sera era Luna piena. La Luna dei fiori, come viene chiamato il plenilunio di maggio. Una super-Luna, ci dice l’astronomia: mai come ieri era infatti vicina alla Terra e luminosa. Ho fatto due passi, ieri sera. Sono andato piuttosto in alto. Il punto più panoramico, da queste parti. Un piccolo crinale, dal quale si vede a destra la vallata con la mia piccola casa, ridotta a un puntino giallo circondato dal nulla e, a sinistra, la vallata più grande, che scende dolcemente verso la pianura, con i suoi rumorosi affanni. Era una specie di bivio, al cui cospetto mi sono trovato senza preavviso. Solenne. Sospeso nello spazio. Illuminato dalla Luna, che galleggiava lì, proprio al mio cospetto. Sembrava fosse lì ad aspettarmi, per farmi qualche domanda. Una su tutte. Che non riferirò. In lontananza, l’allocco scandiva quel silenzio magnetico con le sue urla imperturbabili. Ho risposto a quella domanda. Poi, mi sono seduto su un sasso d’argento e, mezz’ora dopo, sono tornato sui miei passi.

Chitarra

Domani cominciano i preparativi operativi per RICERCATI, dove le emozioni diventano un fattore abilitante per il successo. Cioè, per far succedere le cose che ci stanno a cuore. In queste ore si entra nel vivo. Siamo tranquilli. La Luna ci ha trasmesso la sua serenità sacrale. Ne abbiamo bisogno. Perché il meteo – quello interiore, non quello astronomico – dà tempesta. Le energie danzano sui pentagrammi dell’emozione, stavolta. Perché, alle spalle, abbiamo il 2020. Davanti, invece, abbiamo un foglio (adesso) più bianco che mai. E, soprattutto, i maestri sono spariti tutti. Le voci importanti – quelle che ancora possono sussurrarci qualcosa – non si sentono più con le orecchie. Non sgomitano sui social. O nelle scrivanie accanto alle nostre. Le voci importanti, adesso, si possono udire solo nel bosco. Noi accordiamo gli strumenti, affinché la sinfonia sia sublime. E suoneremo insieme ogni genere musicale.

RICERCATI è questo. E’ l’ebbrezza di un’intenzione adagiata nella notte. E’ la consacrazione della Volontà, come agente primario di ogni cambiamento. E’ la celebrazione del nostro inconscio collettivo, per una volta elevato a istinto primordiale. E’ l’attimo prima della Scelta.

Siamo impazienti. Siamo emozionati. Siamo contenti. Perché siamo esseri soavemente mutevoli: esploratori, fuggitivi e… chissà che altro.

Il pagliaccio sulla Luna
(Dylan Thomas)

Le mie lacrime sono come un quieto turbine
di petali da una certa magica rosa;
e tutto il mio dolore fluisce dalla fessura
di nevi e cieli dimenticati.

Penso che se toccassi la terra,
si sbriciolerebbe,
è così triste e bella,
così trepidamente simile a un sogno.

• • • • •

La nostra visione è come sempre orientata al futuro. Stiamo ultimando gli accordi per la prossima edizione di giugno, che si terrà nel fine settimana del 26/27 giugno, con ogni probabilità nel cuore dell’Umbria, per agevolare i tanti preiscritti del centro Italia. I primi a ricevere la mail con le modalità di iscrizione saranno le persone che hanno compilato la Manifestazione d’interesse. Quindi, se siete interessati a questa esperienza, unica in Italia (in attesa che altri tentino di scimmiottarla), e non l’avete ancora compilata, vi invitiamo a farlo cliccando su questo link: https://cutt.ly/ekJS0uH.

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