Sincronicità

Quand’è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa per la prima volta?

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Oggi ho fatto diverse cose per la prima volta. Le ho fatte tutte per diversi motivi.

Le cose che ho fatto per la prima volta

  1. Sono uscito di casa stamattina presto e mi sono avviato nel bosco. Pioveva. Non era esattamente la migliore giornata possibile per farlo. Mi sono fermato sotto un groviglio di rami per proteggermi dalla pioggia, ho appoggiato il cellulare su un muretto a secco, ho pigiato REC e ho recitato un estratto da un libro che, a suo tempo, mi colpì molto (“Veni, vidi, web”, scritto nel 2015 da Gianroberto Casaleggio). Poi l’ho sparato nel web. Non avevo mai fatto una cosa come questa senza un minimo di preparazione. Sentivo che fosse necessario, così ho scelto di farlo.
  2. Ho inoltrato privatamente il link di quel video a parecchie persone che non contatto quasi mai. Detesto fare spamming. Quasi tutte mi hanno risposto entusiaste.
  3. Poco fa, ho fatto la massima donazione possibile al nuovo quotidiano online di Matteo Gracis, nato proprio oggi: L’indipendente. Ho la fortuna di avere un’entrata economica e deve quindi essere redistribuita.

Perché ho fatto queste cose

  1. L’ho fatto perché oggi è il quinto anniversario della morte di Gianroberto Casaleggio. E volevo celebrarlo a modo mio. Quando nel 2015 scrissi sul mio vecchio blog questo post, infatti, non avevo idea di quanto allora stessi sottostimando la sua energia generativa. Un paio d’anni dopo infatti, in uno dei miei impeti di sana follia, feci in modo che la mia strada e quella del MoVimento da lui fondato si sovrapponessero un poco. Le cose succedono.
  2. L’ho fatto perché noi non siamo al centro della nostra vita. Certo, ne occupiamo una parte importante. Ma siamo coprotagonisti. Senza gli altri, senza le persone che ci vogliono e a cui vogliamo bene, la nostra vita perde ogni Significato. Quando dico che 1 + 1 può fare 3 (o anche 11, se si è proprio fortunatissimi), intendo proprio questo: se ci comportiamo come monadi, avremo generato un universo inerte. Se ci comportiamo come il dictyostelium discoideum, invece, la vita si trasformerà in una nuova vita. Sempre diversa. Sempre meravigliosa. La vita… succede.
  3. L’ho fatto perché mi fido di Matteo. Matteo Gracis mi contattò nel 2015 per propormi di scrivere sul suo magazine. Gliene fui molto grato, ma scelsi di declinare gentilmente l’invito. Alcuni mesi fa, postò un suo video tra i commenti di un mio post, a supporto delle tesi che avevo espresso. Gli risposi (privatamente) che non trovavo corretto sfruttare la visibilità altrui per promuovere la propria. Solo dopo, capii. Lo avevo perso di vista, Matteo. Non sapevo che, in questi ultimi anni (soprattutto nel 2020), la sua popolarità fosse schizzata alle stelle perché aveva scelto di rappresentare una voce, libera e sorridente, nel panorama del giornalismo indipendente. Mi sono scusato con lui. E lo faccio – pubblicamente – anche adesso. Anche gli errori succedono.

PERCHE’ HO SCRITTO QUESTO POST

Perché oggi avverto un’energia particolare. Oggi è una di quelle giornate in cui ogni scelta – lo so – sarà premiata. Si percepisce che un mondo è davvero tramontato e ne sta sorgendo uno nuovo. Diverso. Per molti aspetti migliore. I tuoi radar captano segnali dal futuro. E quei segnali non devono nemmeno essere decodificati. Il principale di questi segnali è forte e chiaro. Sta finendo l’era degli Affinché, per essere sostituita da quella dei Perché: le cose si faranno non più per un tornaconto personale, ma per contribuire a un beneficio sistemico. L’aspetto sensazionale – è questa una cosa che sto per adesso solo intuendo – è che assai presto non occorreranno “simboli”, “loghi” o “bandiere” sotto le quali riconoscersi. La convergenza di progetti avrà – come matrice comune e trasversale – una convergenza di istinti: da “intelligenza collettiva” a istinto collettivo. Torniamo animali.

Domani ci sarà un’altra prima volta. Insieme ad alcuni fantastici compagni di viaggio, vareremo ufficialmente e pubblicamente il progetto di speleologia interiore RICERCATI con questa diretta Facebook. Non facciamo calcoli. Un’iniziativa come questa non ne prevede. Come ripeto da diverse settimane: non lo facciamo perché è interessante, lo facciamo perché ce n’è bisogno. Abbiamo bisogno di riconnetterci con le nostre voci interiori. Quelle che abbiamo sacrificato sull’altare delle opportunità. E, in qualche caso, degli opportunismi.

Un’epoca è tramontata. Nel profondo di quel bosco, si avvertono i vagiti della prossima. Noi vi offriamo l’opportunità di vibrare a quel suono.

 

 

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